Archivio mensile:agosto 2008

Il Presidente della Camera dei Deputati

giannutri.jpgLegambiente ha scattato le foto del presidente della Camera, Gianfranco Fini, mentre si preparava ieri ad immergersi in una zona vietata di Giannutri, all’interno della riserva marina dell’Arcipelago toscano.
L’associazione aveva notato “una imbarcazione dei Vigili del Fuoco, in navigazione e stazionamento, che prestava a quanto pare anche assistenza a subacquei dotati di autorespiratori, in un’area interdetta a qualsiasi attività che non sia di carattere scientifico o per dirette esigenze dell’Ente Parco. Inoltre la stessa area, a terra e a mare è una Zona di protezione speciale in base alla Direttiva Ue uccelli”.

Fini attraverso il suo portavoce ha fatto sapere di non avere “alcuna difficolta’ a commentare una colpevole leggerezza”.

Realacci: positivo il comportamento di Fini
Il fatto che Gianfranco Fini paghi la multa per l’immersione a Giannutri e’ un fatto positivo: lo ha detto Ermete Realacci, ministro ombra dell’ambiente, parlando a margine della Festa Democratica nazionale di Firenze. “Non e’ mai piacevole quando una carica importante dello Stato aggira le regole – ha spiegato – ma mi pare positivo che Fini abbia riconosciuto l’errore dichiarandosi disponibile a pagare la multa.

LA CASTA NON SI SMENTISCE MAI!!!!!!!!!!!

DIVA & DONNA

diva 003.jpgEd ecco a voi, Signore e Signori, il mio GRANDE GRANDISSSSIMO AMORE !!! …. tanto grande da essersi raddoppiato !

RaiTre/RaiEducational

tv sorrisi e canzoni.jpgRai Educational presenta per la serie “GAP. Generazioni alla prova” , il monologo ‘Poliziotta per amore’ di Nando Dalla Chiesa, con Beatrice Luzzi, in onda venerdì 15 agosto alle ore 00.40 su Rai Tre.

Presentato in prima nazionale al teatro Kursaal di Bari in occasione della XIII Giornata Nazionale della Memoria per le Vittime di Mafia, alla presenza di 500 familiari delle vittime. Incentrato sulla vicenda di una ragazza romana che in seguito alle stragi del 1992 decide di entrare in Polizia e di rimanerci nonostante tanti sacrifici, paure e crisi di coscienza dettate dai fatti di Genova, il monologo e’ una riflessione intensa sulla vita dei poliziotti, “di quelli che ci credono”, ma anche sulle scelte di una donna che ha deciso di dedicarsi allo Stato, di rappresentarlo indossando una divisa. Uno spettacolo di teatro civile e di narrazione, per far riflettere e capire. Nel corso della puntata anche una breve intervista a Nando Dalla Chiesa, figlio del generale Carlo Alberto, morto il 3 settembre 1982in un agguato mafioso a Palermo.

Mafia e Poesia

poesia.jpg‘Scrivere poesie e’ da omossessuali’: per questo motivo 8 mafiosi avrebbero violentato un ragazzo di 20 anni nel carcere di Catania. L’episodio e’ avvenuto due anni fa, ma e’ stato reso noto solo adesso dal legale della vittima, l’avvocato Antonio Fiumefreddo. Bene, allora é’ molto piu’ facile di quel che sembra combattere la cultura mafiosa. Già, basta scrivere una poesia d’amore e ‘loro’ si sentono minacciati. E allora scriviamo e recitiamo poesie, e facciamo teatro e cinema e cantiamo la libertà, la dignità, la solidarietà, l’uguaglianza. Non dimentichiamocene, basta poco che Loro, i veri sodomiti, scatenano tutta la loro frustrazione!

L’Unità

melampo gay.jpgHo perfino pudore a dirlo. Ma sapete che cos’è successo alla premiata festa nazionale del Pd di Firenze? Che hanno respinto al mittente tutte e quattro le proposte di presentazioni di libri di Melampo. Tutte gentilmente prese in considerazione, visti i buoni rapporti sempre esistiti tra le vecchie feste dell’Unità e la casa editrice (di cui il sottoscritto è, con Lillo Garlisi e Jimmy Carocchi, bocconiani ottimi, uno dei fondatori). Ma, nonostante la gentilezza, tutte inesorabilmente rigettate. Questioni di qualità? No, di titoli, semplicemente di titoli. Proponetecene altri, ci è stato garbatamente suggerito. Sì, insomma, il problema sono gli argomenti trattati. Il che, ne converrete, è più inquietante.
Volete dunque sapere quali sono i quattro titoli “sconsigliati” e di fatto messi al bando? Il primo: “Come diventare gay in cinque settimane”, scritto da Claudia Mauri, giovane e spiritosissima giornalista gay. E qui la questione, va da sé, sono i gay (ormai il comitato che decide “che cosa si può” è misto, ex diessini ed ex margheriti). Il secondo titolo impossibile è quello di Mario Portanova: “Inferno Bolzaneto”. Qui pare che la ragione sia che ci sono altri dibattiti sulla “sicurezza”, mah… Il terzo è quello di Franco Stefanoni: “Il Finanziere di Dio. Il caso Roveraro”. Dice: e perché dovrebbe far paura il giallo dell’assassinio di Roveraro, finanziere cattolico? Boh, forse perché il sottotitolo parla di affari, misteri e Opus Dei. Ah, l’Opus Dei… Quarto titolo: quello di Giampiero Rossi e Simone Spina, “I boss di Chinatown”. Qui non mi raccapezzo. Rapporti diplomatici con la Cina? Altri libri sulla materia? Fatto sta che alla festa nazionale del Pd – questo è il succo della vicenda – non si può discutere di gay, di Bolzaneto, di affari e misteri d’Italia. Scusate, e allora dove se ne discute? Ma questa è un’abdicazione a pieno titolo della politica. Di una politica che non vuole tra i piedi nulla di sgradevole, nulla di aspro, nulla di compromettente. Anche quando non le si chiede di “dare una linea” (capirei l’imbarazzo), ma di discuterne almeno. Mi si spiega allora che esiste a fare un partito progressista? E com’è possibile che un giornale come il Guardian dedichi (vedi l’ultimo “Internazionale”) pagine e pagine alla Diaz e Bolzaneto mentre il maggiore partito progressista d’Italia, nel più grande evento politico-culturale dell’anno, decide di non parlarne? E poi perché questa paura quando il libro in questione si limita a riportare l’atto di accusa dei magistrati genovesi, muovendosi tutto all’interno di una ricostruzione istituzionale? Insomma, domanda delle domande: quando promettiamo di essere più garantisti lo diciamo solo pensando alle immunità di B?
C’erano una volta le feste dell’Unità. Ed erano il luogo della libertà. Quelle del Pd sembrano destinate a diventare il luogo della censura. Della selezione dei temi, di ciò che si può, di ciò che è opportuno, di ciò che non è disdicevole e non crea imbarazzi. Ma s’è mai vista una cultura senza imbarazzi?
Ahimé. L’altra sera a Catania, in una piazza Bellini gremita, Beatrice Luzzi ha recitato “Poliziotta per amore”, anche in ricordo del commissario Beppe Montana ucciso dalla mafia. E dentro, nel testo, ci sono eccome i passi su Genova. Ma il questore e il prefetto e il colonnello dei carabinieri e molte poliziotte erano alla fine visibilmente commossi per tutto l’impianto dello spettacolo. Ecco: davvero alla festa del Pd non si può parlare di ciò che alla gente per bene in divisa non genera né irritazione né rigetto?
N.Dalla Chiesa